Ho visto Cooked e ho finalmente capito il valore del mangiare

18Apr

Ho visto Cooked e ho finalmente capito il valore del mangiare

Diciamocelo, a tutti ce piace magnà. Ci piace quando addentiamo un bel panino o degustiamo qualcosa di prelibato, tuttavia, a forza di panini gourmet, ci siamo dimenticati cosa significhi per la nostra vita l’atto di cucinarci un pasto caldo ogni giorno. Ma Cooked mi ha ricordato il significato del cibo.

Il mangiare è cultura che ci definisce la vita. Specialmente in Italia – e a Napoli in cui abito – questa lezione è fondamentale. Il caro Netflix, con questa documentario da 4 puntate, me l’ha fatta ricordare. Mi ha fatto viaggiare nel mondo e nella cultura tramite il cibo.

Quindi scordatevi roba industriale e patatine fritte, e percorrete con me e Michael Pollan una strada a 4 tappe che ci porterà agli angoli del globo culinario.

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Episodio 1: Fuoco

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Cooked incomincia così, con il fuoco che brucia i campi. Quando il fuoco si è presentato davanti a noi, dirompente e incontrollabile, non sapevamo che farne: poi ci abbiamo cotto la carne. E attorno al fuoco si sono sviluppate tribù e società. Sono nati gli esseri umani.

Attraversando l’Africa arriviamo, seguendo questo elemento, fino ai famosi barbecue statunitensi, dove il maiale è cotto sulla griglia dal calore ardente del carbone: storie di generazioni afroamericane, salse tramandate da padre in figlio, allevamento libero dei suini. Tutto ciò risplende grazie al fuoco.

Comunque, è l’episodio che mi ha fatto venire TANTA TANTA fame.

Episodio 2: Acqua

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Dalle prime battute ho cominciato a capire che sarebbe stato il mio episodio preferito: “cucinare con l’acqua vuole dire mettere insieme e armonizzare”.

Noi Italiani lo sappiamo bene, l’acqua è la base della nostra cucina, dalla pasta ai dolci – questo elemento permea la nostra cultura. E, come esplora Cooked, succede la stessa cosa con la cultura indiana: cibi preparati con lunghe cotture e con pentole enormi, dove l’acqua cattura i sapori delle verdure e li sprigiona nelle proteine cotte al suo interno.

E’ anche l’episodio in cui si parla del catering: perché vogliamo mangiare cose genuine, ma senza impiegare un tempo adatto? Così si sviluppano i servizi a domicilio che ti portano una cena già pronta a casa o – peggio ancora – ci rifugiamo in piatti industrializzati che provano a darci lo stesso sapore, ma falliscono miseramente. Il voler mangiare bene ma veloce è un problema che affligge sia la cucina indiana che quella italiana. Un dilemma da difficile risoluzione.

Insomma, non avete ancora fame? Mica è finita qui!

Episodio 3: Aria

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L’aria, spesso ignorata nella cucina, è ciò che invece da consistenza al primo cibo dell’umanità: il pane. Il cibo che più di tutti rappresenta il condividere con gli altri risplende nuovamente grazie a quest’episodio.

La cura e la storia dei fornai del Marocco, dei forni comune del villaggio, l’industrializzazione del pane, il problema del pane bianco e di quello senza glutine, le coltivazioni immense di grano e infine, il lievito che dà volume al pane che tutti noi mangiamo; si parla di tutto questo in Aria. Riscoprire l’aria, fondamentale per la cucina, mi ha dato voglia di crearne da me, di dare vita ad un po’ di pane.

Quando arriva alla nostra tavola non ci rendiamo conto di quanto questo abbia cambiato civiltà intere. Ma non voglio dirvi di più: scoprite a suon di crosta il rumore del cibo culla della civiltà.

E infine…

Episodio 4: Terra

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Alla fine, tutto ciò di cui abbiamo parlato nei primi 3 episodi, deriva dalla terra. Quella che ci nutre tramite il suolo, che accoglie piante e sfama animali. Ma la terra, piena di microscopici batteri, è causa di un’altro meraviglioso processo di cottura: la fermentazione. La terra ci dà, nel suo essere “sporca” di batteri, buona parte della cultura culinaria mondiale.

Grazie ad essa abbiamo l’alcool, dal masato peruviano fermentato con la saliva alla birra artigianale. Poi c’è il cioccolato, che un lunga fermentazione trasforma dai suoi semi amarissimi al gusto che tutti noi conosciamo. Perfino una chiesa del Connecticut, la Regina Laudis, lavora ogni giorno con la fermentazione: produce il formaggio.

Tuttavia, la paura dei germi può rendere la fermentazione spaventosa. Per pastorizzare il latte, perdiamo i batteri naturali e siamo costretti ad inserirne degli artificiali, sebbene il modo per produrre il formaggio con il latte crudo esista da secoli. Alla fine, nel formaggio industriale non è rimasto nulla della fermentazione naturale. Nemmeno l’odore. 

Da Cooked ho scoperto che non è un caso che il formaggio puzzi come un piede sporco: i batteri che si annidano sono gli stessi.

Cooked, per imparare a mangiare

Non vi preoccupate, non ho fatto troppo spoiler – ci sono molte altre cose da vedere in questa serie e le sole immagini vi lasceranno molto affamati (la fotografia è perfetta). Ma una cosa è certa: se amate il cibo, dopo questi quattro episodi, amerete la cucina.