Pokèmon Sun e Moon: la storia di chi ci è cresciuto

26Feb

Pokèmon Sun e Moon: la storia di chi ci è cresciuto

Si, lo so perché siete qui. Non potete ammetterlo, ma il bambino interiore dentro di voi freme ogni volta che sente quella parola: P-O-K-È-M-O-N. E oggi che sono stati annunciati i nuovi titoli per 3DS, anche se magari non avete la console, anche se magari siete fermi alla prima generazione (che per voi sarà sempre la migliore), volete sapere. Cosa è diventato Pokèmon? Il trailer appena rilasciato lo mostra. E mi fa pensare: di Pokemon c’è molto più da dire. Come ci ha cambiato e ci cambia da ormai 20 anni.

Aggiornamento del 10/05/2016: nuovo trailer only jap

Pokèmon Sun e Moon sono solo l’ultimo passo

Ieri, mentre parlavo di cose da grandi, c’è stato un discorso, un po’ aiutato dalla fine della festa, un po’ iniziato per noia.

“Ehi hai visto, hanno annunciato il nuovo Pokèmon, quello Sun e Moon!”

“Si, è vero, domani devo assolutamente vedere”

“Veramente! Che bello, sai io…”

E poi è arrivata la frase magica: mi ricordo di quando ci giocavo. Vedete, ogni generazione ha il proprio comune denominatore culturale, quella cosa che tutti vedevano da bambini, che era diffusa a tutti attraverso il media che era più in voga in quel periodo. Per alcuni furono i titoli di giornale, per altri era Carosello e per la mia generazione è Pokèmon. Chiunque dai 18 ai 30 incontri per strada, se gli dici Pokèmon, anche se magari non ci ha mai giocato, anche se non se ne frega nulla, sa cosa sono e ha dei ricordi legati a loro. I miei? Molto calienti.

 

pokèmon rosso
E partiva la musica ignorante

Pokèmon Rosso: Charizard usa fuerza!

In realtà, non ricordo esattamente in quale occasione mi regalarono il defunto Game Boy. Nei recessi della mia mente ricordo di averne avuto due versioni: il vecchio mattone originale e l’amato Game Boy Color. Entrambi avevano l’odore di pile da cambiare, pesavano un macigno ed erano impossibili da utilizzare in spiaggia. Ma come per tutti i bambini di allora erano i miei portatili preferiti e ci giocavo tantissimo con i miei amici. Pokèmon è stato il tassello della mia infanzia, a cui è legata una storia curiosa: l’ho finito in spagnolo.

charizard pokèmon
O usa il lanciafiamme!

Probabilmente la mia cassetta era di quelle false o comprate chissà dove. Ma so chiaramente che la lingua usata era lo spagnolo: tutto il gioco era in un lingua diversa, sconosciuta a quel bambino di 7 anni, incomprensibile perfino adesso. Ma nonostante ciò ce la feci e spammai all’infinito il mio Charizard e il suo attacco fuerza. Battei la Lega ed entrai nel mondo geek che colora la mia vita anche ora.

E poi vendevo le carte giapponesi che sbrilluccicavano a prezzi assurdi. Un vero truffatore di piccoli mostri.

Perché credere ancora ai Pokèmon?

Questo piccolo gioco che ha creato e mi ha accompagnato in moltissimi momenti, anche in situazioni in cui sono cresciuto e capito chi sono. E io credo ancora in loro, non tanto per quello che sono (un’ottima accozzaglia di buon game design e merchandasing, un’intruglio, un’ottimo intruglio), ma per quello che ora rappresentano. Sono la parte infantile che non bisogna mai scordare di se stessi. La parte che in un lavoro creativo come quello del marketing deve sempre esistere. Certo, citando il prof. Oak, ci sono momenti e luoghi per ogni cosa, e molte volte la parte di noi bambini deve rimanere giustamente sopita.

game of thrones
(per poi unirsi alle scene VM 18 di Game of Thrones)

Ma io credo ai Pokèmon perché mi ricordano che il mondo visto dallo schermo di quel Game Boy appariva semplice. E quel sentimento non deve mai scomparire del tutto, e ora, con Pokèmon Moon e Sun, continuerà nella prossima generazione. E quali sono i vostri ricordi legati a questi giochi?

PS: Ora i pokèmon sono quasi 1000. Deal with it.