Rossana: le caramelle di tempo fa

05Mar

Rossana: le caramelle di tempo fa

Quando si tocca la tradizione, l’Italia scopre finalmente di averne una importante nel mondo, e quando si tocca il cibo, gli italiani scoprono che siamo una delle prime cucine (e fucine) di ricette al mondo. Figuriamoci se, come nel caso della caramella Rossana, si toccano entrambe: la tragedia culinaria. Ma al di là di petizioni e scioperi vari, c’è un motivo per cui la Nestlè ha preso questa decisione. La nostalgia non sempre paga.

I bei dolci di una volta

Vi ricordate della famosa scatola di biscotti danesi, che in realtà erano una trappola di utensili da cucito? Ho scoperto da poco che la sensazione di dispiacere nel sollevare la scatola e trovare ago e filo è comune ai bambini di tutto il mondo industrializzato. E’ stata un’ulteriore sorpresa scoprire che la Royal Dansk, la creatrice della famosa scatola blu di latta, sopravvive ancora, indipendente e in tutto il mondo. Eppure se ci pensate la storia è simile a quella della Rossana: un prodotto internazionale, diffuso in tutto il mondo, con un’ottima storia alle spalle. Ma allora perché, come dichiarato dalla Nestlè, la Rossana è solo il 2% degli introiti della Perugina?

danish butter cookies
In ogni parte del mondo, quando scopri che i biscotti ci sono

E’ brutto da dire, ma la Rossana è un prodotto morto. Il problema non è la tradizione in sé: i biscotti danesi sono sempre nella stessa confezione, la Nutella ha  il suo bellissimo barattolo e i Baci della Perugina sono inconfondibili. Il problema è questo: ci ricordiamo della Rossana solo perché ce la dava nostra nonna. Non ce la ricordiamo per il gusto, non ce la ricordiamo per le ricette, non ce la ricordiamo per la storia (che c’è ed è importante). Ma la Rossana è rimasta ferma nel tempo culturale e non è mai passata di generazione in generazione. Con gli altri prodotti funziona perchè c’è un lavoro di gusto e marketing dietro, con questa caramella no.

Fateci caso: ogni articolo sull’argomento inizia più o meno così (per gentile concessione del ilgiornale.it):

Alzi la mano chi non ha mangiato almeno una volta, a casa della nonna, una caramella “Rossana“. Dura fuori e morbida dentro.

La caramella della Rossana è rimasta lì, a casa della nonna. E non si è mossa. Hanno provato perfino a pubblicizzarla come caramella della passione, dove l’involucro rosso evocava desiderio. Ma il ricordo era quello della nonna: la fenomenologia della Rossana l’ha ammazzata.

barattolo nutella
Mentre la Nutella, che ha meno anni, se la ride con golosità

Rossana, dai pensaci un po’ tu

Fatto questo discorso una cosa si deve dire: la tradizione deve sopravvivere al di là delle vendite. Non è che se le caramelle Rossana non vendono più, devono finire nel dimenticatoio. Non scordiamoci della Rossana deve essere uno degli imperativi base del Made in Italy, per fare in modo che la tradizione dolciaria italiana sopravviva al di là delle decisioni multinazionali della Nestlè. Ma il problema è il come.

La strategia per far sopravvivere questa caramella non può essere basata sulle vendite, perché nessuno la compra. Non fatevi ingannare dalle iniziative recenti: sui social fioriscono centinaia di eventi pro Rossana, ma, a meno che Nestlè non decida da sé, non porterà a molto. Il trucco che la Nestlè utilizzerà sarà probabilmente, se vorrà investire nel 2017, basato sull’infanzia, ma con un’immagine totalmente nuova. E nel frattempo, strategia di contenimento.

rossana

Ecco quindi cosa ci rimane: tanto scalpore per nulla, per questa caramella che comunque verrà prodotta, ma che forse non cambierà mai, nel limbo dei dolci che esistono ma nessuno compra più. Ora la palla potrebbe passare alla Nestlè: sarà in grado di rilanciare questo prodotto storico?