Perché ho cambiato il sito e perché non dovresti avere un blog

13Set

Perché ho cambiato il sito e perché non dovresti avere un blog

Se sei un’azienda o un neofita del web marketing, la prima cosa che fai è andare a controllare cosa si dice in giro, quali sono le tecniche migliori per fare quello che devi fare e così via. Ci sono alte probabilità che tu t’imbatta in un blog. Nella prima pagina del sito che trovi andrai a cercare chi ti sta parlando, le sue credenziali, le sue esperienze, quasi a carpirne la personalità.

Ecco perché ho deciso di cambiare il mio sito che, dopo mesi di lavoro e il servizio fotografico di Genny Improta (che ha dovuto combattere con la non-fotogenia personificata), ha cambiato completamente veste, con un nuovo menù, nuove sezioni per scoprirmi e farsi un po’ i sacrosanti fatti altrui.

Ma tu non sei qui per sapere come ho cambiato il giga.it. Te ne può fregare di meno, al massimo ci dai tu un’occhiata facendo swipe sul gabinetto. Sei qui per capire perché NON dovresti avere un blog.

Perché NON dovresti aprire un blog

I motivi per cui aprire un blog li sai già e molti altri esperti ti possono anche spiegare cosa ci vuole per tenere un blog vivo in modo serio. In due parole, due cojones così (perdona il francesismo).

Il blog ti aiuta a fare posizionamento SEO, a creare contenuti importanti per il tuo brand o per te stesso, a farti conoscere, ad attirare nuovi e buoni clienti, a supportarti quando cerchi lavoro. Insomma può rappresentare te stesso in men che non si dica, un po’ come un politico.

E per l’appunto non tutti dovrebbero fare politica. Il succo è uno: se non hai nulla da dire né tempo da dedicare è meglio che non fai proprio un blog. Se non sai o non ha tempo di parlare di politica…puoi mai andare in Parlamento? Ora che ci penso l’analogia in Italia non funziona tanto bene. Ma hai capito cosa volevo dire.

Ma qualcosa la puoi fare

Allo stesso tempo, ci sono tanti blog poco aggiornati ma che colpiscono nel segno, grazie al loro stile unico e ai suoi articoli da carta stampata. Sono quei blog di cui alcune volte ti dimentichi, ma quando scrivono fai ah! perché ti rendi conto che tipo di lavoro ci sta dietro. Diresti mai che sono blog morti?

Io ti capisco, se sei un’azienda e vuoi il meglio per vendere il tuo prodotto. Allora sì, muoviti, apri un blog e fai in modo che sia aggiornato in modo serio, targetizzato e con un buon piano SEO alle spalle. Usa decentemente gli header, al contrario di come ho fatto io con quello sopra.

Ma se sei un privato, pesa bene il tuo obiettivo. Ti vuoi solo far conoscere per i tuoi interessi e perché ti senti wonderful? Allora buttati sui social, su Instagram e sulle Facebook Live, su Youtube anche meglio, ma lavorare sui blog ha senso solo se fai una cosa specifica. Se aggiungi qualcosa di rilevante, che sia la tua professione o il tuo modo di vedere il mondo.

Cosa ho fatto io

Io avevo un blog ben fatto ma che non riuscivo a curare. L’ho ritrasformato in un sito-vetrina per farmi conoscere, far conoscere le mie esperienze e ciò che ho fatto, per far vedere dove trovarmi. Per il resto potete seguirmi direttamente sul mio profilo.

In una dichiarazione programmatica al contrario, non ho intenzione, perché so di non poterci dedicare il tempo giusto che si merita, di aggiornare il blog e scriverci articoli entro un tempo definito. Non posso promettervelo. Quando si tratta di un blog con intenti professionali come questo, non dedicato al mass market e con nessun piano di keyword, si può anche fare così.

Nella mia carriera ho visto tanti siti che sono incominciati come blog, con l’idea di sfondare, di crearsi una nicchia. Ma una volta non c’era la disponibilità, un’altra volta si è deciso di svendersi, un’altra volta ci si è ridotti ad una mera copia di qualcuno più grande.

Quindi il consiglio che voglio darti è solo uno: apri un blog, ma mettici il cuore, il tempo, la dedizione. Altrimenti…perché non farsi i selfie mezzi nudi su Instagram?